Frana a Niscemi: una tragedia evitabile - 3C

 

SUOLO

Frana a Niscemi: una tragedia evitabile

Un disastro naturale che mette a nudo la fragilità del territorio siciliano




  

Da cosa si origina questo fenomeno?

   Nella giornata del 25 Gennaio 2026 a Niscemi, una cittadina in provincia di Caltanissetta, a partire dalle ore 13, si è originata una frana che in questo momento si estende per circa 4km con picchi che arrivano fino ai 25m. Niscemi è situata su una zona collinare con a sud-ovest e a nord-ovest dei versanti
che sono stati vittima di una grossa frana tra la strada provinciale SP10 e il centro abitato.
La causa primaria è la stratigrafia del terreno su cui sorge Niscemi, che è geologicamente instabile per natura. Si può immaginare il terreno come un "panino" a due strati:
Sopra (dove sta la città): C'è uno strato di circa 50 metri di sabbie e arenarie (rocce sedimentarie porose). Queste sono permeabili, cioè lasciano passare l'acqua piovana come una spugna.
Sotto: C'è uno strato di argille plastiocene, impermeabili.

Cosa succede? Quando piove molto, l'acqua attraversa velocemente la sabbia ma si blocca quando incontra l'argilla. L'acqua si accumula proprio nel punto di contatto tra i due strati, rendendo l'argilla scivolosa come sapone. A quel punto, l'intero "piastrone" di sabbia (pesante per l'acqua assorbita e con le case sopra) scivola verso valle sullo strato di argilla diventato instabile




Come incide il cambiamento climatico con la frana?

L'evento scatenante non è stata una pioggia autunnale qualsiasi, ma il ciclone "Harry". Si è trattato di un Medicane (Mediterranean Hurricane), ovvero un uragano mediterraneo. Questi fenomeni, un tempo rari, stanno diventando frequenti perché il Mar Mediterraneo si sta scaldando eccessivamente a causa delle attività dell'uomo. Qui il cambiamento climatico si scontra con la geologia di Niscemi (il famoso "panino" sabbia-argilla di cui parlavamo prima). In passato pioveva moderatamente per giorni. Il terreno assorbiva, un po' drenava, e il livello dell'acqua nel sottosuolo saliva lentamente. In tempi più recenti una quantità d'acqua mostruosa cade in pochissimo tempo. La sabbia superficiale si riempie istantaneamente ("saturazione rapida"), mentre l'argilla sotto non fa in tempo a smaltire nulla. Come risultato: Si crea un picco di pressione improvviso (sovrapressione interstiziale) che fa "esplodere" l'equilibrio del versante. È come dare un calcio violento a una porta invece che spingerla piano: la rottura è immediata.                     

                                                                                          L'effetto "Crack"

L'effetto crack si basa sull'alternarsi continuo di due fasi, senza mezzi termini fra di loro:




1. Siccità prolungate: Periodi lunghi senza pioggia seccano il terreno, creando fessure (crepe di essiccamento) profonde nel suolo argilloso.







2. Piogge torrenziali: Quando arriva l'acqua, invece di essere assorbita uniformemente, si infila in queste crepe profonde come in autostrade preferenziali, arrivando subito in profondità e destabilizzando la base della collina molto più velocemente.



Che conseguenze ha portato ai cittadini?

la frana di Niscemi non fa crollare le case immediatamente come un terremoto, ma le "stira" e le deforma fino alla rottura. Ha portato a diverse conseguenze. Lesioni passanti: Molti edifici hanno presentato enormi crepe diagonali (a forma di croce) sulle facciate. Questo significa che le fondazioni si sono mosse in direzioni opposte. Distacco dalle fondamenta: Alcune palazzine sono letteralmente scivolate di diversi metri verso valle, staccandosi dai marciapiedi e dalle reti fognarie. Effetto domino: Le case a valle, colpite dalla spinta di quelle a monte, hanno subito danni anche se si trovavano su terreno teoricamente più stabile.          Dietro il cemento, però c'è il dramma delle persone con le conseguenze che hanno dovuto subire: 

sfollati: Centinaia di famiglie si sono ritrovate senza tetto in poche ore a causa dell'evacuazione forzata. Molti sono stati ospitati in strutture d'emergenza (palazzetti, hotel requisiti) o da parenti. 

Perdita del patrimonio: Per molte famiglie niscemesi, la casa rappresentava i risparmi di una vita o di generazioni. Con la zona dichiarata "inagibile" o "zona rossa", il valore di quegli immobili è sceso a zero. Non possono essere venduti, né abitati, ma spesso i proprietari devono continuare a pagare i mutui. La città è diventata una "città fantasma", con strade che prima erano affollate e piene di vita, diventate disabitate.










                      

                        Alcune voci dalla scuola

 Andando in giro per la scuola, e intervistando alunni, professori e collaboratori scolastici abbiamo tratto come conclusione principale che la maggior parte delle persone attribuisce la colpa di questa terribile tragedia, all'uomo, che non ha mai manifestato un minimo di attenzione verso la natura, e ha continuato a cementificare e occupare sempre più terreno verde solamente per propri interessi personali.
















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