Informazioni sulla frana di Niscemi e alcune interviste su di essa - 3A

 LA FRANA DI NISCEMI

ALCUNE INFORMAZIONI E INTERVISTE

Alla fine di gennaio 2026, una grande frana ha colpito la collina su cui si trova parte del paese. Il terreno ha cominciato a scivolare lentamente verso la piana di Gela, provocando crepe, cedimenti e il crollo di pezzi di terra.

Tutto accade a Niscemi, in provincia di Caltanissetta.

Più di 1500 persone sono evacuate dalle loro case.

E’ successo tutto questo perché sotto la terra c’è uno strato di argilla e tutto questo ha provocato frane di 4/5 metri.




INTERVISTA 1

Cosa ne pensa dell’accaduto a Niscemi?

Dispiacevole, dovuto alle piogge che ci sono state. C’è anche da dire che Niscemi un po' si poteva pensare che sarebbe accaduto perché il terreno a Niscemi è argilloso.

Secondo lei il TG non parla frequentemente di quello che accade in Sicilia?

Non mi risulta perché ho visto che nel TG non se ne parlava.

Secondo te è vero che c’è distinzione fra Nord e Sud?

No, non credo che ci sia distinzione.

INTERVISTA 2

Se si fosse intervenuti prima, cosa si sarebbe potuto evitare?

Sarebbe stato opportuno piantare alberi.

Che conseguenze potrebbe avere questa frana sul futuro di Niscemi?

Lo spopolamento di parte della città.

Secondo lei il TG non parla frequentemente di quello che accade in Sicilia? 

No, perché sarebbe molto grave se fosse vero.  


INTERVISTA 3

Pensi che l’uomo abbia contribuito al problema? In che modo?

Sicuramente sì, da 2 punti di vista: a. il cambiamento climatico perché il ciclone è un evento estremo. Infatti il cambiamento climatico causa una maggiore frequenza di eventi estremi; b. Non conosco il territorio quindi parlo da una persona che non conosce il territorio, però si deve avere maggiore attenzione.

Cosa ci insegna la frana di Niscemi per il futuro?

Dobbiamo, come società, lavorare sull’adattamento e quindi prepararsi di più ai rischi del cambiamento climatico legati ad eventi estremi.

Cosa dovrebbe fare lo Stato dopo un evento come questo?

Non dovrebbe minimizzare l’accaduto e considerare quello che è successo non come una cosa che capita raramente ma un evento che diventerà sempre più frequente. Per esempio istituire fondi appositi per il supporto delle comunità colpite per la ricostruzione e adattamento.


BLOG FATTO DA 4 ALUNNI DELLA 3B: Giovanni Culotta, Giovanni Culotta, Giuliano Di Noto ed Emanuele La Martina.

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