La frana di Niscemi raccontata dai Siciliani - 3A

            La frana di Niscemi raccontata dai Siciliani


Noi abbiamo scritto questo articolo perchè la sicilia non viene mai menzionata nei telegiornali ,e non si parla mai delle cose brutte che accadono in sicilia mentre nelle altre regioni del nord se succede qualcosa di grave come alluvioni e esondazioni ne parlano molto di più.                                                      

In questo articolo parliamo di quello che e successo a Niscemi , del prima e del dopo e inoltre di tutte le infrastrutture che sono cadute nel corso della frana.                                                                                                                




La frana di Niscemi del gennaio 2026 è iniziata a metà gennaio 2026, ma è cresciuta gradualmente di intensità nei giorni successivi:

  • 16 gennaio 2026 – Le autorità e la Protezione Civile hanno registrato il primo movimento significativo del terreno, con il cedimento di un tratto della Strada Provinciale 12 che collega Niscemi alla statale Gela-Catania, segnando l’inizio del fenomeno franoso.
  • 17 gennaio 2026 – Il sindaco ha ordinato le prime evacuazioni precauzionali (circa 35 persone) e la chiusura di scuole, perché il terreno continuava a muoversi e presentava rischi di peggioramento.
  • 25 gennaio 2026 – Con l’arrivo del ciclone “Harry” e le piogge intense, la frana si è aggravata e allargata in modo molto più vasto, creando una vasta depressione nel costone e costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case.

In sintesi, il fenomeno è iniziato intorno al 16 gennaio 2026, con movimenti del terreno che si sono progressivamente intensificati fino al crollo più ampio e visibile verso il 25 gennaio 2026.

scemi è avvenuta principalmente a causa delle forti piogge, ma non solo.

Perché c’è stata la frana

I fattori principali sono stati:

Piogge intense e prolungate
L’acqua ha saturato il terreno rendendolo instabile.

Tipo di terreno
L’area di Niscemi è ricca di argille, che con l’acqua diventano scivolose e perdono compattezza → terreno molto predisposto alle frane.

Assetto geologico fragile
La zona è naturalmente soggetta a movimenti franosi, soprattutto sui pendii.

Interventi umani (fattore aggravante)
Urbanizzazione, strade, scavi e mancanza di adeguata manutenzione del territorio hanno peggiorato la situazione.

Cosa ha provocato

Danni a strade e abitazioni

Evacuazioni precauzionali

Interruzioni della viabilità

In sintesi: pioggia + argilla + territorio fragile + poca prevenzione = frana.

     

secondo le notizie e le ricostruzioni storiche disponibili, la frana di Niscemi non è un evento completamente nuovo nella zona. Il territorio attorno alla città è geologicamente instabile da molto tempo, e ci sono precedenti documentati di movimenti franosi prima di quello del gennaio 2026.

🧱 Precedenti storici di frane a Niscemi

📍 Evento simile nel 1997
– Fonti giornalistiche internazionali e regionali riportano che nella stessa area circa 29 anni fa, nel 1997, si verificò un’altra frana significativa. Anche allora molte abitazioni vennero danneggiate e diverse famiglie furono costrette a lasciare le loro case.

📍 Movimenti del terreno molto antichi
– Studi e cronache indicano che già nel XVIII secolo (intorno al 1790) ci furono segnalazioni di frane o fenomeni geologici simili in questa zona di Niscemi. Questo segnala che il fenomeno non è del tutto isolato, ma parte di un processo geologico naturale di lungo periodo.

🌍 Perché succede spesso qui?

La zona su cui sorge Niscemi ha una composizione geologica particolare, ricca di argille e marne, che assorbono molta acqua e diventano facilmente instabili quando saturate dalla pioggia. Queste condizioni rendono più probabile la formazione di frane, soprattutto durante e dopo eventi meteorologici estremi come forti temporali o cicloni.

👉 In sintesi: sì, la frana del 2026 ha precedenti nella storia recente e in periodi molto più antichi, e la fragilità del terreno di Niscemi è conosciuta dagli esperti da tempo.

🏘️ Prima della frana

🌄 Territorio e vita quotidiana

Niscemi era una cittadina collinare di circa 25 – 30 mila abitanti situata su un altopiano collinare nella provincia di Caltanissetta, Sicilia — una comunità con normale vita cittadina, attività commerciali, scuole e servizi.

La collina su cui sorge il paese è geologicamente fragile, con strati di sabbi e argille che, sebbene instabili in certe condizioni, non avevano dato segnali evidenti di imminente cedimento per anni.

Prima della frana, le strade provinciali (come la SP10 e SP12), il centro storico e i quartieri residenziali erano pienamente utilizzati e la vita quotidiana procedeva normalmente.


🌧️ Evento della frana e trasformazione di Niscemi

📉 Il movimento del terreno

Con piogge intense e prolungate legate al Ciclone Harry, il terreno argilloso si è satura d’acqua, perdendo coesione e innescando un movimento franoso su larga scala che ha iniziato a manifestarsi già intorno al 16 gennaio 2026 e si è aggravato verso il 25 gennaio 2026.

🧱 Impatti diretti sulla città

La frana ha crollato circa 4 km di terreno collinare e causato abbondanti fratture nel suolo, interrompendo strade principali e rendendo molte aree instabili o pericolose da abitare.

Oltre 1.000–1.500 persone sono state evacuate perché le loro case erano ora ai margini di un fronte instabile o addirittura sospese sul bordo di una nuova scarpata.

Alcune abitazioni e strutture sono diventate inagibili o fortemente a rischio di crollo, con edifici che oggi sembrano “pendere” sul bordo della frana o gravemente danneggiati dalle crepe del terreno.

🚧 Vita sociale e infrastrutture

Strade come la SP10 e la SP12 sono state interrotte o chiuse per sicurezza, isolando in parte la cittadina.

Quartieri residenziali come Sante Croci, Trappeto e Via Popolo sono stati evacuati o inseriti in zona rossa, con intere famiglie costrette a spostarsi.


🆕 Com’è cambiata Niscemi oggi

🏚️ Nel concreto

Paesaggio trasformato: il pendio naturale su cui sorgeva la città ha subito una profonda alterazione, con fessure nel terreno e massicce porzioni di collina franate verso la base.                  

Case pericolanti: molte abitazioni risultano ora in bilico sulla crepa della frana o troppo vicine alla zona di cedimento per essere ritenute sicure.

Vita comunitaria interrotta: scuole chiuse, attività quotidiane sospese, e servizi pubblici spostati o ridimensionati per motivi di sicurezza.

📌 Stato di emergenza e risposta

Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza per la Sicilia (insieme a Sardegna e Calabria) per affrontare i danni causati dal maltempo e dalla frana.

Le autorità stanno monitorando continuamente la situazione, con squadre di protezione civile, satelliti per l’analisi del terreno e piani di ricollocazione per gli sfollati


(3A)

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